Notizie biografiche tratte da R. Giamminelli, Angelo D'Ambrosio. Notizie bio-bibliografiche, 2008.
ANGELO D’AMBROSIO nasce a Napoli il 29 novembre 1929.
Dopo aver compiuto gli studi ginnasiali nel Liceo-Ginnasio Vescovile Parificato di Pozzuoli, il 15 ottobre 1945 entra nel Seminario Maggiore Arcivescovile a Capodimonte “Alessio Ascalesi” di Napoli; frequenta l’anno di specializzazione in Sacra Teologia nella Pontificia Facoltà Teologica “San Luigi” di Napoli e consegue il diploma di Paleografia Latina, Diplomatica e Dottrina Archivistica presso la Scuola dell’Archivio di Stato di Napoli, nell’anno scolastico 1954/55. Nel 1957/58 ottiene il diploma di Abilitazione Magistrale presso l’Istituto Magistrale Statale “Salvatore Pizzi” di Capua. Consegue il diploma in Biblioteconomia nella Scuola della Biblioteca Apostolica Vaticana, nel 1964/65; il diploma in Archeologia Cristiana nel Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana in Roma, nel 1966/67, la licenza di Diritto Canonico nella Pontificia Università Lateranense “magna cum laude”, nel 1966/67; la laurea in Lettere Moderne con indirizzo archeologico, storico e artistico nell’Università degli Studi di Salerno, nel 1971/72.
Il 27 luglio del 1952 è ordinato sacerdote a Napoli nella basilica di Santa Restituta da mons. Alfonso Castaldo, arcivescovo amministratore apostolico dell’Arcidiocesi di Napoli e vescovo della Diocesi di Pozzuoli.
Il 10 febbraio 1986, il vescovo Salvatore Sorrentino nomina Angelo D’Ambrosio Responsabile dell’Archivio Storico Diocesano di Pozzuoli; il 1° settembre 1994, il vescovo Silvio Padoin gli affida l’incarico di Direttore dello stesso Archivio e, il 1° ottobre 1996, Direttore dell’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici. Con decreto del 30 aprile 1998 è nominato Ispettore Archivistico Onorario dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali.
Muore il 18 aprile 2008. Il 18 aprile 2009 il vescovo di Pozzuoli, mons. Gennaro Pascarella, gli intitola l'Archivio storico diocesano.
18 aprile 2008 – 18 aprile 2026
Sono passati diciotto anni da quando don Angelo D’Ambrosio è tornato alla Casa del Padre, ma il tempo non ha scalfito il segno profondo che ha lasciato nella nostra Diocesi e nel cuore di chi lo ha conosciuto.
Custode sapiente della nostra memoria, don Angelo non ha solo ordinato carte e documenti nell’Archivio Storico che oggi porta orgogliosamente il suo nome; egli ha saputo "leggere" la storia di Pozzuoli con gli occhi della fede e l’amore di un figlio verso la propria terra.
Oggi lo ricordiamo non solo come l’illustre studioso e lo storico meticoloso, ma soprattutto come il sacerdote dall'ascolto fecondo. Manca a molti quel suo modo unico di accogliere, capace di passare con estrema naturalezza dal rigore di una ricerca d’archivio a una battuta di spirito, da un consiglio spirituale a un aneddoto storico raccontato con il sorriso.
In questo giorno, nel diciottesimo anniversario della sua "nascita al cielo", ci piace immaginarlo ancora così: intento a dialogare con i grandi del passato, ma con lo sguardo rivolto a noi, esortandoci a non dimenticare mai le nostre radici per camminare con speranza verso il futuro.
Affidiamo alla preghiera il suo ricordo, grati per tutto ciò che ci ha donato attraverso i suoi libri, il suo esempio e la sua vita spesa per la Chiesa di Pozzuoli.
“Volo quidquid vis, volo quia vis...”
Continua a pregare per noi, don Angelo.